venerdì 22 ottobre 2010

Manziana, ovvero, arriva l’autunno e si va tutti a castagne

Che fare in un bellissimo pomeriggio domenicale di Ottobre, quando le giornate sono ancora tiepide e soleggiate e gli amici fremono per godersi un bel pomeriggio costruttivo, ridanciano e diverso dal solito? La risposta è ovvia… Cos’altro se non una bella uscita per boschi, magari volta a fare incetta di qualche goduriosa bontà offertaci a volontà dalla Pachamama in questi mesi autunnali! Detto, fatto… La meta prescelta questa volta è Manziana, piccolo borgo a Nord di Roma circondato da boschi bellissimi e maestosi, che anticamente ricoprivano i Monti Sabatini e della Tolfa, estendendosi fino al Mar Tirreno (la Sylva Mantiana). Attualmente i boschi ricoprono una superficie di circa 600 ettari e ospitano un'interessantissima varietà di flora (fra cui querce, castagni, aceri selvatici, nespoli, carpini, betulle, felci e piante tipiche del sottobosco) e fauna (cinghiali, volpi, faine, scoiattoli, istrici, tassi, donnole, beccacce, upupe, ghiandaie, rapaci, picchi ecc.). L’intera zona, come del resto gran parte del Lazio, è di origine vulcanica, pertanto a Manziana è possibile osservare interessanti fenomeni post-vulcanici, quali polle di acqua calda, emissioni di gas sulfurei e solfatare. Fra tutti, la più famosa è sicuramente la Caldara (Monumento naturale dal 1988), che presenta emissioni freatiche di acque sulfuree aventi una temperatura di fino a 20° C ed è circondata da giunchi. La caldara occupa una depressione circolare, probabilmente un piccolo cratere, testimonianza attuale della antica presenza del Vulcano Sabatino che 600.000 anni fa occupava tutta la fossa tettonica compresa fra i dei Monti della Tolfa ed il Monte Soratte. La vegetazione della Caldara è principalmente costituita da macchia mediterranea e da querceti decidui. Tuttavia nella parte più esterna del bordo del cratere su un terreno argilloso è presente un boschetto di betulle bianche (Betula pendula). 
La presenza di questa specie, tipica dei territori nordici con clima freddo, risulta assai particolare a queste latitudini ed a soli 250 m di altitudine. Sulla origine di questo boschetto ci sono almeno due ipotesi: la prima è che le condizioni locali della caldara con il suo acquitrino, hanno creato un micro-clima favorevole alla sopravvivenza della betulla, residuo di un periodo post-glaciazione. Una seconda ipotesi è che il boschetto sia di origine artificiale, piantato nella zona nei secoli scorsi, e sopravvissuto grazie alle condizioni climatiche locali. La caldara di Manziana compare anche in un film del 1983 intitolato “Amore tossico”, che racconta la storia di un gruppetto di eroinomani ostiensi (un film un po' pesantino, ma se vi piace il genere è una specie di cult). 
Poiché nessuno di noi era mai andato a castagne da quelle parti prima d’ora, abbiamo dovuto provare vari posti prima di trovare effettivamente dei castagni, per fortuna un signore del posto, proprietario di un maneggio in Via degli Scopeti, è venuto in nostro soccorso permettendoci non solo di parcheggiare le auto dentro il suo maneggio (dove siamo stati conquistati dalla simpatia dell'asinello Gaetano), 
ma indicandoci anche qualche punto dove avremmo trovato dei castagni. I suoi consigli sono stati utilissimi, ci siamo praticamente addentrati nel bosco da Via degli Scopeti, da lì si attraversa un noceto e si arriva a un certo punto a una radura dalla quale si dipartono due sentieri, uno a sinistra e uno dritto davanti a voi, che raggiungerete attraversando l'intera radura. Ovviamente ci sono molti altri posti per fare castagne, ma se non se ne conosce nessuno può essere difficile trovarne.
Addentrandoci nel bosco rimaniamo subito conquistati dai colori autunnali, una vera e propria tavolozza cromatica di rossi, arancioni, gialli, marroni e verdi di ogni sfumatura, accentuati dal riverbero dei raggi solari. All'ingresso del monumento nazionale della Caldara c'è una mappa con vari percorsi (oltre a un gabbiotto con uno dei custodi più simpatici che abbia mai conosciuto), sono alla portata di tutti, basta soltanto avere voglia di una bella passeggiata nella natura!





Il nostro nuovo amico Gaetano!


Dopo un bel giro pomeridiano nel bosco, decidiamo di concludere la giornata in paese, che proprio quel fine settimana (16/17 ottobre 2010) ospitava nientepopodimeno che... La Sagra della Castagna (ma ovvio no)!!! Il piccolo centro storico ribolliva di attività, fra stand gastronomici di ogni tipo (locali, ma anche di varie regioni dell'Italia centrale e meridionale), bande di musica gitana, suonatori di musica folkloristica laziale e quant'altro non avremmo potuto chiedere una conclusione migliore per il nostro pomeriggio elettrizzante e da ripetere quanto prima possibile!!!





Qualche sito utile:


Nessun commento:

Posta un commento